Intervista Eleonora Donè

Con l’intervista a Eleonora Donè sapremo qualcosa in più sulla sua vita e in particolar modo sul suo percorso sportivo. Un fattore comune a diversi atleti e anche alla nostra Eleonora è il ruolo importante dei familiari nella loro carriera sportiva; spesso sono proprio loro (genitori e in qualche caso anche nonni!) ad accompagnare quotidianamente gli atleti nei lunghi allenamenti. Un supporto importante per chi non può avvallersi spesso della collaborazione di allenatori e compagni di marcia. Ci piace mettere in evidenza anche il suo messaggio: “Coltivate sempre le vostre passioni.” Non è sempre facile ma ne vale la pena!

Scheda

Nome Eleonora
Cognome Donè
Luogo e data di nascita Mariano Comense 27 marzo 1992
Società Atl. Mariano Comense
Allenatore Sergio Colombo e Lino Donè
Scuola frequentata Università degli Studi di Milano-Bicocca Corso di Laurea Magistrale in Biotecnologie Mediche
Primati Personali:

  • Marcia 3000m Pista 13’55″10 (Pavia 2016)
  • Marcia 5000m Pista 24’12″64 (Busto Arsizio 2015)
  • Marcia 10000m Pista 50’08” (Rieti 2016)
  • Marcia 20km Strada 1h44’12” (Grottammare 2015)

Intervista

Da quanti anni pratichi la marcia?
Da undici anni.

Chi o cosa ti ha avvicinato a questa disciplina?
Mio papà mi ha avvicinata al mondo dell’atletica perché lui ha praticato mezzofondo ed è rimasto nell’ambiente mentre alla marcia mi sono appassionata vedendo altri ragazzi che si allenavano al campo della mia società, ho provato e ho trovato questa specialità stimolante fin da subito.

Quale gara ricordi con particolare soddisfazione?
Ricordo con particolare soddisfazione la mia prima 20km a Lugano nel 2015. Non avendo mai gareggiato prima sulla distanza non avevo particolari obiettivi di tempo ma volevo finire la gara, tagliare il traguardo e ripagarmi dell’aumento degli allenamenti che questo impegno aveva richiesto.

Come sono organizzati i tuoi allenamenti durante la settimana?
Mi alleno alla sera quando torno dall’università mentre nel week and alla mattina e generalmente per 6 volte alla settimana.

Come in tutte le discipline sportive a livello agonistico, questo impegno a volte comporta delle rinunce. Quale ti pesa di più?
Secondo me le rinunce non sono mancanze ma scelte di vita, quando una persona sceglie di dedicarsi a qualcosa che lo appassiona veramente non sentirà mai di aver rinunciato a qualcosa.

Lo sport agonistico quanto incide sul tuo rendimento scolastico? È difficile gestire scuola e sport insieme?
Fortunatamente ho sempre avuto buone capacità organizzative in tutti gli ambiti della mia vita e sono una persona a cui piace avere la giornata, se non la settimana, ben organizzata quindi non ho mai fatto fatica a far andare di pari passo scuola e marcia.

Prima di una gara cosa pensi?
Sono una persona che sente molto la tensione pre-gara quindi spesso sono agitata e purtroppo non sempre riesco a gestire l’emozione prima della competizione anche se, rispetto a quando ero più piccola, ora riesco a tenere la situazione più sotto controllo. Appena sento lo sparo però tutto svanisce e riesco a concentrarmi sul mio obiettivo.

Quale sarà il tuo prossimo obiettivo?
Purtroppo poco prima di iniziare la preparazione invernale mi sono infortunata e adesso sto riprendendo pian piano gli allenamenti quindi il mio obiettivo principale e ritornare ad allenarmi con continuità perché quando mi addormento la sera senza aver marciato è come se avessi lasciato a metà la mia giornata. Sicuramente poi nella mia mente c’è anche l’obiettivo di migliorare i miei primati personali, soprattutto quello sui 10km perché nel 2016 non ho mai trovato la gara giusta per fare il tempo che mi sento di valere.

Quanto è importante condividere la preparazione atletica con un gruppo affiatato?
Allenarsi in compagnia è sicuramente più piacevole e meno pesante però purtroppo la maggior parte delle volte marcio da sola con mio papà che mi segue in bici. Avere lui al mio fianco spezza la monotonia ma non è come avere altre persone che corrono o marciano insieme a te e che possono aiutarti a tenere il ritmo anche quando sembra di non farcela più.

Non sempre si rimane appagati di una gara; esistono giornate “no” da dimenticare e quelle “si” da immortalare. Tu personalmente come reagisci in queste particolari occasioni?
Le “giornate no” a freddo mi abbattono molto e ho bisogno di prendermi un po’ di tempo per metabolizzarle, una volta passato lo sconforto cerco di capire che cosa è andato storto per non ripetere  lo stesso errore, mi rimetto in gioco e se dovesse ritornarmi in mente una brutta esperienza cerco di concentrarmi su nuovi obiettivi e sulla bellissima e appagante soddisfazioni che provo marciando. Dopo una bella gara invece cerco di godermi il momento e la soddisfazione del risultato. Il momento più bello è quando il giorno dopo mi sveglio e dopo aver realizzato l’obiettivo raggiunto mi dico: evviva ce l’ho fatta!

Vorrei ringraziare mio papà per la voglia di seguirmi sempre in bici e mia mamma e il mio ragazzo per la pazienza nel sopportare le mie ansie pre-gara.

Un tuo messaggio a chi ci segue
Coltivate sempre le vostre passioni.

Oltre la marcia

Colore preferito Fuxia
Mare o montagna Mare
Stagione preferita Inverno
Riflessiva o impulsiva Impulsiva
Ottimista o pessimista Pessimista purtroppo
Abbigliamento elegante o sportivo Sportivo
Non sopporti Le persone che camminano piano
Piatto preferito Pizza
Bibita preferita Thè alla pesca
Luogo preferito Parco 2 giugno, dove mi alleno
Film preferito Tutti i film della saga “Harry Potter”, sono una grande appassionata
Cantante preferito Marco Mengoni
Mattiniera o nottambula Mattiniera
Non puoi fare a meno di Un caffè a metà pomeriggio
Quando viaggi porti sempre con te Un libro

Intervista rilasciata nel gennaio 2017

Scheda Fidal Eleonora Donè

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