Intervista a Michele Antonelli

Il giovane marciatore Michele Antonelli, come tanti altri ragazzi, segue la sua passione per la marcia contemporaneamente con gli studi universitari. Costruire il proprio futuro non è facile ma tanti giovani atleti si impegnano al massimo e questo gli fa tanto onore! Michele ringrazia le persone che seguono la marcia, avere dei sostenitori può fare la “differenza”. Il 31 gennaio 2016 a Catania diventa Campione Italiano della 50 Km di marcia con il tempo di 3h56’57”.

Scheda

Nome: Michele
Cognome: Antonelli
Luogo e data di nascita: Macerata 23 Maggio 1994
Società: Atletica Recanati
Allenatore: Diego Caccchiarelli
Presenze in nazionale: 3
Primati personali:

  • 5000m pista 21’35″04 (Ancona 2014)
  • 10000m pista 43’07” (Rieti 2015)
  • 20km strada 1h25’14” (Cassino 2015)
  • 50km strada 3h56’57” (Catania 2016)

Intervista

Da quanti anni pratichi la marcia?
Da 6 anni. È dal 2009 che pratico la marcia ma la mia carriera è stata diciamo “intervallata “ nel 2012, dopo un grave incidente in cui sono stato anche ricoverato in rianimazione,  che mi ha tenuto lontano dalla pista per circa 7 mesi; poi ovviamente un lento ri-inizio.

Chi o cosa ti ha avvicinato a questa disciplina?
Principalmente mio padre che ha sempre praticato atletica. La svolta però è arrivata dopo la partecipazione ad una gara ai giochi sportivi studenteschi, dove io partecipai solo per divertimento (in verità per perdere scuola!); il professore, notando una certa propensione per le distanze lunghe, mi propose di correre le campestri. Dopo aver vinto alcune gare provinciali e regionali decisi di iscrivermi con la società della mia città per provare; poi da li, (come è capitato a tanti), per coprire le gare ai campionati di società, sono passato dal mezzofondo alla marcia.

Quale gara ricordi con particolare soddisfazione?
Diciamo che le gare che ricordo con più enfasi sono tre. La prima  è la 50 km al Campionato Italiano dove sono arrivato secondo, ma non la ricordo per la posizione ma per la gioia a fine gara che ho avuto per averla portata a termine; in vita mia non mi è mai successo di piangere a fine gara ma forse li un po’ per la fatica, un po’ per la gioia la lacrimuccia ci è stata. La seconda quando ho fatto il personale sulla 20km al Campionato Italiano perché è stata la gara più  bella che abbia mai fatto sia dal punto di vista tattico che di tempo. La terza ovviamente il Campionato Europei U23 perché è stata la gara più importante a cui ho partecipato.

Quante ore a settimana dedichi agli allenamenti?
Le ore non saprei, anche perché in base alla gara che preparo i lavori sono diversi; posso, però, dire che mi alleno dalle 9 alle 11 volte a settimana per una media di 2/ 2:30 a seduta. Quando facciamo un fondo di 35km/40km anche di più.

Come tutte le discipline sportive a livello agonistico, gli allenamenti comportano delle rinunce. Quale ti pesa di più?
Io non le chiamerei rinunce perché facendo ciò che  amo non mi pesa fare delle scelte che mi consentano di marciare il più forte possibile; però sicuramente quando ho un po’ di tempo lo uso per stare con la mia ragazza e con gli amici.

Scuola e sport possono “viaggiare” insieme?
Sicuramente si, io faccio l’università e mi trovo benissimo, ovviamente ci vuole organizzazione e un impegno maggiore; saper programmare entrambe le cose e riuscire a farle tutte e due, in modo discreto, ti aiuta a crescere.

Prima di una gara cosa pensi?
Prima di una gara cerco sempre di rilassarmi; in passato, quando ero più piccolo, facevo l’errore di pensare troppo a come sarebbe andata o se mi ero preparato bene, ora invece di solito faccio degli esercizi di respirazione per riuscire a concentrarmi meglio e valuto come impostare la gara.

Quale sarà il tuo prossimo obiettivo?
Nell’immediato futuro preparerò una 50 km che si disputerà in Germania ad Ottobre, da li tireremo le somme se concentrarci di più sulla distanza più lunga o di pensare alla 20km.

Quanto è importante condividere la preparazione atletica con un gruppo affiatato?
Sicuramente è di aiuto ed è molto stimolante, quest’anno infatti sono molto migliorato grazie ai raduni federali ai quali ho partecipato, perché comunque allenarsi con gente più forte di te ti aiuta a fare quel “qualcosa in più” che poi ti fa migliorare; poi è fondamentale il confronto sia con i compagni sia con gli altri tecnici che magari colgono qualche cosa nella tua tecnica o nel tuo programma che magari è sfuggito lavorando sempre da soli.

Non sempre si rimane appagati di una gara; esistono giornate “No” da dimenticare e quelle “Si” da immortalare. Tu personalmente come reagisci in queste particolare occasioni?
Ovviamente esistono giornate “No” come giornate “super” però tutte  vanno prese con il giusto peso, è fondamentale che ci siano giornate “NO” altrimenti non esisterebbero nemmeno le giornate belle, e sarebbe una vita che potrei definire di “calma piatta” . Io personalmente quando incappo in giornate “NO” cerco sempre di non farne un dramma; la prima cosa che faccio, è provare a cercare il problema; una volta trovato, la soluzione poi è la parte più facile. Le giornate “SI” invece le vivo con immensa felicità perche è giusto godersele dopo aver faticato per farle “arrivare”.

Un tuo messaggio a chi ci segue.
A chi ci segue vorrei dire grazie perché abbiamo bisogno di sostenitori, la nostra disciplina è una specialità di fatica e se c’è una cosa che può fare la differenza per farci continuare è il fatto di sapere che c’è ancora gente che ci sostiene e ci tifa anche da lontano.

Conosciamoci oltre la marcia

Colore preferito Rosso
Mare o montagna Assolutamente montagna
Stagione preferita Estate
Riflessivo o impulsivo Riflessivo
Ottimista o pessimista Ottimista
Abbigliamento elegante o sportivo Elegante
Piatto preferito Diciamo tutti i piatti che includono cucina messicana
Bibita preferita Coca-Cola
Film preferito Salvate il soldato Ryan
Cantante preferito J-AX
Mattiniero o nottambulo Mattiniero, ormai a causa degli allenamenti mattutini
Quando viaggi porti sempre con te L’iPod per ascoltare la musica

Agosto 2015

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