Intervista a Gianluca Picchiottino

La toscana ha una lunga tradizione di marciatori; uno dei giovani più promettenti è sicuramente Gianluca Picchiottino. Il suo ultimo impegno è stato a Eskilstuna (Svezia) a luglio 2015, dove si sono svolti i Campionati Europei Junior ed ha onorato la maglia azzurra con un ottimo 14° posto nella gara dei 10000m conclusa in 42’48″03 nuovo Personal Best. La sua società è l’Atl. Libertas Runners Livorno dal 2008 (anche se nel 2014 ha gareggiato per l’Atl. Virtus CR Lucca). Andiamolo a conoscere meglio in questa intervista.

Scheda

Nome: Gianluca
Cognome: Picchiottino
Luogo e data di nascita: Pisa, 22 agosto 1996
Società: Atl. Libertas Runners Livorno
Allenatore: Massimo Passoni
Presenze in Nazionale: 4
Primati Personali: 20’52” 5km, 42’48” 10km, 1h30’48” 20km

Intervista

Da quanti anni pratichi la marcia?
Da tanti anni, credo da esordiente B anche se poi ho incominciato a specializzarmi dal secondo anno cadetto.

Chi o cosa ti ha avvicinato a  questa disciplina?
La passione per le gare di resistenza. Sin da piccolo mi piacevano le gare su distanze lunghe poi provando la marcia ho capito quale era la disciplina dell’atletica che preferivo.

Quale gara ricordo con particolare soddisfazione?
Ci sono tante gare che ricordo con soddisfazione, ma credo che le 2 gare che mi sono rimaste più impresse sono Lugano del 2014 dove dopo un anno che non riuscivo più a fare un personale sono ritornato a migliorarmi. La seconda gara che mi ricordo con maggiore soddisfazione è Lione, dove sono riuscito a centrare il mio primo podio internazionale ma soprattutto dove ho debuttato con la maglia azzurra.

Quante ore a settimana dedichi agli allenamenti?
All’incirca tra le 12 e le 14 ore.

Come tutte le discipline sportive  a livello agonistico gli allenamenti comportano delle rinunce. Quale ti pesa di più?
Nessuna, anche se molte volte ho rinunciato ad uscire con i miei amici.

Scuola e sport possono “viaggiare” insieme?
Si, anche se è molto difficile avere buoni risultati in entrambe le cose.

Prima di una gara cosa pensi?
Fino a qualche mese fa pensavo a come interpretare la gara, cercando di capire con chi potevo gareggiare per fare un buon tempo e quando provare a cambiare ritmo. Ora invece cerco di non pensare alla gara, cerco di rilassarmi per evitare di essere troppo teso.

Il tuo prossimo obiettivo quale sarà?
Il prossimo obbiettivo è migliorarmi ancora e magari rigareggiare ancora con la maglia dell’Italia.

Quanto è importante condividere la preparazione atletica con un gruppo affiatato?
Molto, allenarsi da soli è molto dura, ma avendo dei compagni di allenamento che ti aiutano durante i lavori più difficili diventa tutto più facile.

Non sempre si romane appagati di una gara; esistono giornate “no” da dimenticare e quelle “si” da immortalare. Tu personalmente come reagisci in queste particolari occasioni?
Cerco sempre di capire cosa ho sbagliato in gara e cosa ho sbagliato durante la preparazione, in questo modo spero di non commettere più gli stessi errori.

Foto Giancarlo Colombo/Fidal

Luglio 2015

 

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